Parole in Corso tra i Billy dell’Ikea. Laboratorio di scrittura per depressi.

Ho appena segato due colonne dalla libreria di casa. I vantaggi del Billy Ikea…

Le librerie Billy si allungano e si accorciano a seconda con ondate stagionali, in perfetta sincronia con la densità di fase mensile dei miei pensieri.

Penso al doppio – compro libri al doppio – raddoppio i billy.
Rallento – archivio libri vecchi che mai leggerò – dimezzo i ripiani.

Al cambio della stagione, quando la stanza sta ormai per implodere accartocciandosi al peso di billy billy billy, faccio esattamente ciò che faccio con la mia testa in overdose di parole quanto le mie mensole: svuoto tutto.

Ogni 2metri x 80cm di mensole maniacali, butto via 39 euro (prezzo billy-Ikea, che, una volta smontato, si polverizza). I libri vanno alle suore e il divano riemerge dalla cantina e torna contro il muro del salotto. Invece di sfogliare vorticosamente centinaia di pagine, dritta in piedi per ore in bilico sulla scaletta a tre gradini, mi affloscio tra i cuscini dell’anno prima, aspettando di adattare il mio umore al nuovo clima del mondo fuori casa.

Oggi me ne sono fatta per 78 euro (39X2), 1m e 60 cm di mensole. Però ho ritrovato una cartellina gialla precipitata tra billy e zoccolino.

La cartellina arriva da Bra, Casa di Cura Neuropsichiatrica accreditata dal SSN.
Il ricovero a Bra risale al 2011. A parte le varie terapie e i colloqui con psichiatri e psicologi, ci facevano disegnare, cucire e scrivere.

Avevamo un calendario settimanale, nella cartellina gialla:
Leggo:

febbraio- marzo -aprile 2011:
LU-ME-VE, ore 15-16,
Laboratorio di scrittura, “Parole in Corso”,
stanza 12.

Scopro oggi di aver convissuto quasi quattro anni con la cartellina gialla e tutti i fogli scritti in quei tre mesi di “Parole in Corso”più o meno orchestrate. Che beffa! Si nascondono proprio tra il muro del salotto e il Billy di libri inutili che oggi… polvere ritornerà, ah.

Comunque: libero gli angoli dell cartellina da quattro gattini di polvere grigia e  torno indietro nel tempo: pare che a Bra, alle 15 del LU-ME-VE, mi dessero un foglio bianco con un titolo sempre diverso. A volte il tema era qualcosa di piuttosto solenne, tipo: “Scrivi la tua idea di Tempo”.
Altre volte gli autori dei titoli del giorno ci solleticavano con suggestioni più colorite, come questo che ho stto gli occhi:

“Messaggi in bottiglia: cosa scrivereste voi di così essenziale da poter essere sigillatoin una bottiglia e gettato in mare?”

Le mie parole “di corsa” (più che “in corso”…sono pagine e pagine…) hanno inspessito i fogli che quasi scricchiolano scolpiti da piccoli e nervosi solchi di Bic, tracciati un po’ in diagonale fino a raggiungere il limite estremo dei quattro bordi dell’A4. Non mi stupirei di trovarmi a rileggere frasi mozze, le cui code potrebbero tranquillamente trovarsi ancora a Bra, inavvertitamente precipitate sul piano del tavolo su cui, in stanza 12, mi appoggiavo per scrivere. I pensieri, a Bra come a casa, avevano la brutta abitudine di scavalcare i confini e gli spazi convenienti.

Ora finisco di smontare Billy, ormai diagonale come la mia grafia, poi leggerò i miei reperti (o referti?). Lo farò tra poco, quando finalmente prenderò sembianze e fattezze di uno dei cuscini del divano inaugurando l’arrivo della primavera…

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